sabato 13 dicembre 2008

Dal produttore al consumatore, ecco dove trovare i cibi genuini. Iniziativa della Camera di Commercio in collaborazione con le associazioni provinciali del settore agricolo.

Ecco la Guida all’acquisto dei prodotti tipici ferraresi: dalla dolcezza della pera Abate, alla tipicità dell’aglio di Voghiera. Dalla zucca, regina dei cappellacci, al riso, re dei cerali. Dalle carni di manzo, vitello e vitellone, al miele, l’alimento con alto potere nutritivo sia che si tratti di prodotto unifloreale, sia esso ricavato da millefiori. Dalla salama da sugo, dal salame all’aglio, dalla zia e dal cotechino ai vini delle sabbie, corposi e profumati.

Ecco come e dove fare la spesa direttamente nelle aziende agricole della provincia di Ferrara, scegliendo tra confetture e conserve, formaggi, frutta e verdura. Prodotti sani e genuini, da selezionare all’aria aperta, sapori tipici ferraresi in piena riscoperta ma anche gusti legati a tecniche culinarie innovative.

La guida "I sapori del campo, dal produttore al consumatore”, realizzata dalla Camera di Commercio in stretta collaborazione con Confagricoltura, Coldiretti e CIA, raccoglie 92 aziende che garantiscono la genuinità dei loro prodotti messi in vendita direttamente nei casali di campagna. Novantadue diversi percorsi del gusto, da un capo all’altro della provincia, per dei week-end all’insegna del relax, della buona cucina e della spesa sicura.

Per ogni azienda agricola c’è una scheda, con il nome e la storia dei proprietari, la descrizione delle specialità, immagini, recapiti per prenotare (quando possibile) il fine settimana e avere informazioni turistiche e cartina stradale per raggiungere il sito prescelto.

la guida è scaricabile all'indirizzo: http://www.fe.camcom.it/promozione/finanziamenti/docvari/AGENDA_webVersion.pdf

martedì 25 novembre 2008

I consumi alimentari degli italiani. Le ripercussioni della crisi finanziaria sulle nostre tavole

La Coldiretti-Swg ha di recente condotto un’indagine, “La crisi dalla borsa alla tavola”, per analizzare le ripercussioni della crisi finanziaria sulle nostre tavole.

Presentata di recente ad un forum tenutosi a Cernobbio, l’indagine rivela che la crisi finanziaria spaventa molto gli italiani, scossi anche dai recenti scaldali alimentari (es. la contaminazione del latte cinese, i formaggi contraffatti, ecc.). Due sono le tendenze che si stanno progressivamente delineando:
1. ricerca di prodotti a prezzi contenuti
2. ricerca di maggiori garanzie alimentari.

# Due bisogni forti che si stanno traducendo nella modifica, talvolta sostanziale, dei consumi alimentari ed un atteggiamento più critico verso la provenienza dei prodotti acquistati. Del resto la spesa alimentare costituisce un’importante voce di spesa per gli italiani, seconda solo all’abitazione. Assorbe il 19% della spesa mensile totale delle famiglie (circa 466 euro mensili) ed è così composta: carne: 107 euro
# frutta e ortaggi: 84 euro
# pane e pasta: 79 euro
# latte, uova e formaggi: 62 euro
# pesce: 42 euro
# zucchero, dolci e caffè: 32 euro
# bevande: 42 euro
# oli e grassi: 18 euro

Le variazioni nella spesa alimentare, nel I semestre 2008, secondo le rilevazioni Ismea AC Nielsen, hanno riguardato sia le quantità che le tipologie di prodotti acquistati:
# cresce molto il consumo di carne di pollo (+6,6%)
# tornano a crescere, ma ritmi contenuti, la pasta (+1,4%) e il latte e derivati (+1,4%)
# calano i consumi di pane (-2,5%), carne bovina (-3,0%) frutta (-2,6%)
# in leve diminuzione è anche il consumo degli ortaggi (-0,8%).

Dal punto di vista dei canali, le vendite:
# calano nei negozi al dettaglio specializzati
# restano sostanzialmente stabili negli ipermercati
# crescono di misura negli hard discount, mercati rionali e bancarelle
#

aumentano molto presso i produttori, un successo dovuto alla percezione diffusa (ne è convinto il 48% degli italiani) che i passaggi commerciali intermedi siano i principali responsabili della lievitazione dei prezzi.

Per difendersi dai rischi alimentari e dal caro prezzi il 64% degli italiani opta per cibi locali e di stagione, che presentano maggiori garanzie di freschezza e genuinità, prodotti che permettono anche alla Gdo di ottimizzare il rapporto prezzo/qualità e contenere i costi energetici ed ambientali. Non è un caso, ad esempio, che Val Mart e Whole Foods negli Usa stiano promuovendo la vendita di questa tipologia di prodotti nei propri punti vendita.
In Italia la maggiore attenzione verso la qualità dei prodotti sta determinando l’incremento di acquisti regolari di prodotti a denominazione di origine e cibi biologici.
Nel I semestre 2008 sono cresciuti, in controtendenza rispetto al comparto alimentare, i consumi di prodotti biologici (+6%), trainati dai prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (+18,4%), prodotti per l'infanzia (+17,6%) e lattiero-caseari (+5,7%).
In aumento sono sia le vendite presso i punti vendita tradizionali che presso il produttore. Nel 2008 le aziende agricole e agriturismi bio con vendita diretta nel 2008 sono salite del 18% (+92% tra 2003 e 2008).
L’Italia vanta la leadership europea nel biologico (nel nostro Paese sono localizzate circa 1/3 delle imprese biologiche europee) e nei prodotti tipici (sono 173 i prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'UE) ed occupa un’ottima posizione anche in campo enologico (316 vini Doc, 35 Docg e 136 Igt).

giovedì 20 novembre 2008

Sfida Coldiretti, Confcommercio: Piano da "furbetti" alla Bonomi

Roma, 19 nov (Velino) - Non si è placata la bufera generata dall’iniziativa della Coldiretti di portare sugli scaffali dei supermercati i propri prodotti agricoli sotto il marchio tutto italiano e tutto Coldiretti di Campagna Amica. E anche le manifestazioni degli agricoltori di Roma e di Bologna diventano motivo di scontro interno tra le varie associazioni di rappresentanza del settore primario con una chiara presa di posizione della Coldiretti che “condanna” quelli che secondo la Cia sono invece “veri e propri atti di democrazia”. “È un paradosso che un’associazione sindacale dica a un’altra associazione sindacale di non scendere in piazza”, spiegano dalla confederazione agricola. E nel frattempo dalla Coldiretti viene lanciato il grido di battaglia: “Il tempo è maturo per iniziare a costruire la filiera agroalimentare dei produttori italiani”, afferma il presidente Sergio Marini secondo il quale “i prodotti agroalimentari italiani a firma Campagna Amica saranno sugli scaffali entro i primi mesi del 2009”. Un percorso lungo di cui i farmers' market rappresentano solo il primo passo e il concetto dei mercatini degli agricoltori si allontana sempre di più da quello iniziale della vendita diretta – come previsto dal decreto De Castro – per avvicinarsi a quello di una vera e propria rete commerciale. E il polverone si alza ancora coinvolgendo altri attori della filiera agroalimentare. “Ritengo che un’azione di questo tipo, se non avesse la legalità di cui oggi Coldiretti si arroga, si potrebbe definire quasi truffaldina”, spiega al VELINO Dino Abbascià, presidente della Fida-Confcommercio, l’associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Italia dei negozi al dettaglio di generi alimentari.

Non si è placata la bufera generata dall’iniziativa della Coldiretti di portare sugli scaffali dei supermercati i propri prodotti agricoli sotto il marchio tutto italiano e tutto Coldiretti di Campagna Amica. E anche le manifestazioni degli agricoltori di Roma e di Bologna diventano motivo di scontro interno tra le varie associazioni di rappresentanza del settore primario con una chiara presa di posizione della Coldiretti che “condanna” quelli che secondo la Cia sono invece “veri e propri atti di democrazia”. “È un paradosso che un’associazione sindacale dica a un’altra associazione sindacale di non scendere in piazza”, spiegano dalla confederazione agricola. E nel frattempo dalla Coldiretti viene lanciato il grido di battaglia: “Il tempo è maturo per iniziare a costruire la filiera agroalimentare dei produttori italiani”, afferma il presidente Sergio Marini secondo il quale “i prodotti agroalimentari italiani a firma Campagna Amica saranno sugli scaffali entro i primi mesi del 2009”. Un percorso lungo di cui i farmers' market rappresentano solo il primo passo e il concetto dei mercatini degli agricoltori si allontana sempre di più da quello iniziale della vendita diretta – come previsto dal decreto De Castro – per avvicinarsi a quello di una vera e propria rete commerciale. E il polverone si alza ancora coinvolgendo altri attori della filiera agroalimentare. “Ritengo che un’azione di questo tipo, se non avesse la legalità di cui oggi Coldiretti si arroga, si potrebbe definire quasi truffaldina”, spiega al VELINO Dino Abbascià, presidente della Fida-Confcommercio, l’associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Italia dei negozi al dettaglio di generi alimentari.

Secondo Abbascià quella di portare i prodotti “Campagna Amica” nei supermercati “diventerà un’altra formula di distribuzione e quindi con i relativi costi obbligati. Ognuno faccia il suo mestiere. Quando si vuole fare un mestiere diverso da quello originario spesso, oggi o domani, si rivela un fallimento”. E per quanto riguarda i consumatori? “Poveri pantaloni”, tuona Abbascià. “Continueranno a pagare dei prezzi che saranno quelli di mercato. E non sarà certo Coldiretti a favorire i consumi”. Abbascià non usa mezzi termini: “Il presidente di Coldiretti Sergio Marini faccia meno demagogia e sia più serio”, tuona ancora. “Questa mattina si apprende dai giornali che hanno chiuso altre quattromila aziende al dettaglio. I prezzi vengono stabiliti dal mercato e tutti si trovano in difficoltà. A meno che qualcuno non goda di privilegi”.

Secondo Abbascià infatti quella di Coldiretti e dei farmers’ market è vera e propria concorrenza sleale. “Nelle bancarelle della Coldiretti – incalza – troviamo merce di qualità non eccelsa a prezzo di poco inferiore, seppure, a quelli della grande distribuzione. Se la vendita è diretta come si vuole far credere vuol dire che qualcuno si mette in tasca molti soldi”. Senza contare gli oneri a cui i negozi devono far fronte per poter restare sul mercato. “I farmers’ market non pagano affitto, non rilasciano scontrino fiscale e non si attengono alle norme igienico-sanitarie con il risparmio sui costi che ne consegue. E usufruiscono, grazie alle entrature politiche della Coldiretti, dei migliori spazi di vendita come le grandi piazze metropolitane”, dove un negozio paga affitti da capogiro. “La Coldiretti dovrebbe, come organizzazione sindacale, fare un mea culpa – prosegue ancora Abbascià – e rendersi conto che la produzione non è adeguata alle esigenze di mercato. Il loro progetto non va nella direzione di migliorare la competitività del mercato, ma è retto da filoni economico-politici. Sono finiti i tempi dei ‘furbetti’ come quando a capo della Coldiretti c’era Bonomi”, conclude Abbascià.

Secondo Abbascià quella di portare i prodotti “Campagna Amica” nei supermercati “diventerà un’altra formula di distribuzione e quindi con i relativi costi obbligati. Ognuno faccia il suo mestiere. Quando si vuole fare un mestiere diverso da quello originario spesso, oggi o domani, si rivela un fallimento”. E per quanto riguarda i consumatori? “Poveri pantaloni”, tuona Abbascià. “Continueranno a pagare dei prezzi che saranno quelli di mercato. E non sarà certo Coldiretti a favorire i consumi”. Abbascià non usa mezzi termini: “Il presidente di Coldiretti Sergio Marini faccia meno demagogia e sia più serio”, tuona ancora. “Questa mattina si apprende dai giornali che hanno chiuso altre quattromila aziende al dettaglio. I prezzi vengono stabiliti dal mercato e tutti si trovano in difficoltà. A meno che qualcuno non goda di privilegi”.

Secondo Abbascià infatti quella di Coldiretti e dei farmers’ market è vera e propria concorrenza sleale. “Nelle bancarelle della Coldiretti – incalza – troviamo merce di qualità non eccelsa a prezzo di poco inferiore, seppure, a quelli della grande distribuzione. Se la vendita è diretta come si vuole far credere vuol dire che qualcuno si mette in tasca molti soldi”. Senza contare gli oneri a cui i negozi devono far fronte per poter restare sul mercato. “I farmers’ market non pagano affitto, non rilasciano scontrino fiscale e non si attengono alle norme igienico-sanitarie con il risparmio sui costi che ne consegue. E usufruiscono, grazie alle entrature politiche della Coldiretti, dei migliori spazi di vendita come le grandi piazze metropolitane”, dove un negozio paga affitti da capogiro. “La Coldiretti dovrebbe, come organizzazione sindacale, fare un mea culpa – prosegue ancora Abbascià – e rendersi conto che la produzione non è adeguata alle esigenze di mercato. Il loro progetto non va nella direzione di migliorare la competitività del mercato, ma è retto da filoni economico-politici. Sono finiti i tempi dei ‘furbetti’ come quando a capo della Coldiretti c’era Bonomi”, conclude Abbascià.

domenica 16 novembre 2008

CRISI ECONOMIA: CODACONS, 10 MISURE PER AIUTARE FAMIGLIE

CRISI ECONOMIA: CODACONS, 10 MISURE PER AIUTARE FAMIGLIE

(AGI) - Roma, 16 nov. - Contro la crisi economica che sta minando i bilanci della famiglie italiane, il Codacons rivolge un appello al governo italiano, affinche’ metta in campo delle semplici misure in grado di far risparmiare, se attuate, circa 1.000 euro annui a famiglia.

Ecco l’elenco delle misure da prendere: - Rafforzare Mr Prezzi e creare un Dipartimento ad hoc dedicato ai consumatori, che abbia la possibilita’ di elevare sanzioni contro le speculazioni e che studi misure concrete contro il caro-vita.

- Liberalizzare i saldi tutto l’anno, dando ai commercianti la possibilita’ di scegliere quando scontare la proprio merce.

- Triplo prezzo sui prodotti dell’ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) cosi’ da limitare i ricarichi dal campo alla tavola.

- Rafforzare le autorita’ esistenti (Antitrust, Agcom, ecc.).

- Definire il ‘prezzo anomalo’, ossia l’aumento che viene considerato fuorilegge e, come tale, perseguibile.

- Consentire immediatamente la vendita di carburanti presso la grande distribuzione.

- Effettuare controlli a tappeto negli esercizi commerciali e verificare costantemente i ricarichi dei prezzi dall’origine al dettaglio.

- Affiggere ‘benzacartelloni’ in tutti i quartieri delle citta’, indicanti i distributori di benzina di zona e i prezzi praticati, cosi’ da rafforzare la concorrenza tra gestori.

- Taglio delle accise sui carburanti pari ad almeno 8 centesimi di euro al litro.

- Creazione in ogni comune italiano di mercati settimanali di vendita diretta produttore-consumatore.

“Queste semplici misure - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - avrebbero effetti immediati sull’economia nazionale, stimolando i consumi, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori, pari a 1.000 euro annui a famiglia”. (AGI)










DIECI REGOLE X RISPARMIARE 1000 EURO ALLL'ANNO




Contro la crisi economica che sta minando i bilanci della famiglie italiane, il Codacons presenta un decalogo al governo italiano. «Queste semplici misure - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - avrebbero effetti immediati sull'economia nazionale, innescando la concorrenza e determinando risparmi immediati per i consumatori».



Si parte dal rafforzare Mr Prezzi e creare un Dipartimento che possa sanzionare le speculazioni. Suggeriscono anche la liberalizzazione dei saldi tutto l'anno e l'imposizione del triplo prezzo sui prodotti dell'ortofrutta (origine, ingrosso e dettaglio) così da limitare i ricarichi dal campo alla tavola.
Il Codacons propone poi di rafforzare le autorità esistenti di controllo (Antitrust, Agcom, ecc.) e di definire quando un prezzo si deve considerare «anomalo» e quindi fuorilegge.
In materia di carburante propongono di consentirne immediatamente la vendita presso la grande distribuzione, di affiggere «benzacartelloni» in tutti i quartieri delle città, indicanti i distributori di zona e i prezzi praticati per rafforzare la concorrenza tra gestori e soprattutto tagliare le accise pari ad almeno 8 centesimi di euro al litro.
Infine effettuare controlli a tappeto negli esercizi commerciali, verificare costantemente i ricarichi dei prezzi dall'origine al dettaglio e creare, in ogni comune italiano, di mercati settimanali di vendita diretta dal produttore al consumatore.

sabato 15 novembre 2008

Ortofrutta, la corsa dei prezzi al consumo

Ortofrutta, la corsa dei prezzi al consumo
Isabella Napoli
La denuncia dei produttori:
"Noi abbiamo ribassato, ma c´è chi specula"
La Cia: "La Regione imponga il doppio cartellino ai negozianti"

Costi in aumento e prezzi in caduta ma solo ai mercati ortofrutticoli. E mentre il governo nazionale taglia i contributi previdenziali ai circa 130 mila braccianti siciliani, i prezzi al consumo di frutta, verdura, olio e vino sono in ascesa. È l´allarme lanciato dalla Cia siciliana che a partire da stamattina annuncia alcune giornate di mobilitazione: oggi un sit-in davanti alla Prefettura di Agrigento e altre manifestazioni, sparse in tutte le province dell´Isola. Un confronto tra i prezzi ai quali i produttori vendono ai mercati generali, a distanza di un anno, rivela una diminuzione del 18,1 per cento, per il ciliegino, del 39 per cento per i pomodori, del 40,6 per cento per le zucchine. Un ribasso alla fonte che però non si avverte nei banchi di frutta e verdura dei supermercati, dei mercati storici, dei fruttivendoli. Insomma, lungo la filiera il costo del prodotto che all´origine diminuisce, torna crescere. Tra i prezzi più alti, l´uva che può costare fino a 1,79 euro al chilo mentre al mercato il borsino è sceso da un euro a 70 centesimi. E il pomodoro ciliegino, un euro e 50 centesimi alla produzione arriva a costare al consumatore finale fino a 3 euro.

giovedì 13 novembre 2008

Ue abroga norme ortofrutta. Basta con le “forma perfette”




Ue abroga norme ortofrutta. Basta con le “forma perfette”.
Roma, 13 nov (Velino) - È deciso, la frutta che arriva sulle tavole non dovrà più essere necessariamente splendente e con curve perfette. Gli Stati membri dell'Unione europea hanno votato - Italia esclusa - le proposte della commissione che abrogano le norme specifiche di commercializzazione di ventisei tipi di frutta e ortaggi. Il provvedimento rientra nell'ambito delle iniziative attraverso cui Bruxelles cerca di razionalizzare e semplificare la normativa comunitaria. Mariann Fischer Boel, commissaria all'Agricoltura e allo sviluppo rurale, ha affermato: “È un'iniziativa esemplare per eliminare adempimenti burocratici inutili. Non abbiamo certo bisogno di legiferare su questo tipo di questioni a livello europeo: è molto meglio lasciare quest'incombenza agli operatori del mercato. E nella congiuntura attuale, caratterizzata da prezzi elevati dei prodotti alimentari e da difficoltà economiche generalizzate, è opportuno permettere ai consumatori di scegliere fra la più vasta gamma possibile di prodotti. È assurdo buttar via prodotti perfettamente commestibili semplicemente perché non hanno una forma perfetta”.

Fortemente critica sul provvedimento la Confagricoltura. “In pratica - spiega l’organizzazione degli imprenditori agricoli - si è rinunciato a regole che, attraverso la definizione del calibro, del peso, del numero dei frutti, della uniformità, hanno contribuito a fare giungere sulle tavole dei consumatori prodotti apprezzabili dal punto di vista estetico ed organolettico di cui è certa l’origine e con un prezzo determinato in funzione delle varie categorie di qualità. Una tutela importante per i consumatori europei”. L’organizzazione aggiunge che “l’attuale quadro regolamentare della Comunità è sempre stato apprezzato e utilizzato da tutti gli attori della filiera; e ha assicurato, dal produttore al consumatore, la trasparenza e la sicurezza giuridica nelle transazioni, fornendo parametri omogenei e oggettivi che hanno permesso di caratterizzare ed identificare il prodotto che viene commercializzato”. Secondo il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, “con la nuova regolamentazione comunitaria si è abbassata la guardia sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli, rischiando di esporre il mercato ad importazioni incontrollate dai Paesi terzi di prodotti con caratteristiche non eccelse”.

mercoledì 12 novembre 2008

Dal produttore al consumatore.

Dal produttore al consumatore. Contro il caro prezzi arriva il mercato del contadino a Niscemi
01 novembre 2008
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Niscemi la domenica avrà il suo mercato contadino, nel quale produttori agricoli e artigiani avranno la possibilità di vendere direttamente in piazza i propri prodotti. Il progetto, voluto dal sindaco Giovanni Di Martino e dall'assessore all'Agricoltura e allo sviluppo economico Salvatore Amato, è stato finanziato con i fondi dell'assessorato regionale all'Agricoltura. Il mercato contadino di Niscemi si aggiunge a quelli di Caltanissetta e Vallelunga. "Alla fiera - ha detto Amato - potranno partecipare solamente quelle aziende accreditate presso l'assessorato regionale all'agricoltura, previo controllo sulla qualità del prodotto. In questo modo si applica la filiera corta, che abbassa il prezzo di vendita finale del prodotto e contemporaneamente viene garantita la qualità". Soddisfatto anche il sindaco. "E' un importante strumento di valorizzazione del nostro territorio - ha detto Di Martino - perché tutte le città limitrofe potranno trovare a Niscemi un punto di riferimento per la produzione di qualità e conoscere le bellezze artistiche e enogastronomiche della nostra città".

la crisi agricola

La Cia-Confederazione Italiana Agricoltori svolger� dal 10 al 20 novembre prossimi in tutta Italia una mobilitazione il cui momento �clou� sar� venerd� 14 quando si terranno manifestazioni in contemporanea in cento province italiane. La Cia chiede modifiche alla legge finanziaria ed interventi di carattere straordinario per sostenere le imprese agricole che vivono un momento di grande difficolt�. Meno oneri contributivi e costi di produzione. Un pi� facile accesso al credito e misure per i giovani.

martedì 4 novembre 2008

domenica 12 ottobre 2008

mercoledì 17 settembre 2008

venerdì 8 agosto 2008

mercoledì 4 giugno 2008

ciliegino


descrizione

TIPO:
eccellente ibrido di cherry che racchiude in sè tutte le migliori caratteristiche del pomodoro: colore, consistenza, uniformità di pezzatura, produttività, bellezza del grappolo e gusto.


FRUTTO:
Frutto tondo, liscio, di un bel colore rosso, con peso medio che varia dai 20 ai 40 gr. a seconda delle condizioni di coltivazione.

pomodoro a grappolo

descrizione

TIPO:
Ibrido di pomodoro per raccolta a maturazione rossa a grappolo; si presta bene anche alla lavorazione come frutto "rosato".

PIANTA:
Portamento indeterminato.
Forte vigore, fogliame coprente, internodi di media lunghezza. Elevata continuità d'allegagione. Indicata per coltivazioni su sostegno sotto serra o sotto tendone.

FRUTTO:
Forma tonda - sferica, unicolore, rosso brillante a maturazione. Grappolo omogeneo e regolare su tutta la pianta, costituito da 6-8 frutti a maturazione uniforme.
Peso medio 120-130 gr.
Pezzatura costante anche sui palchi differenziati nelle ultime fasi del ciclo di coltivazione (7° - 8° grappolo).
Ottima consistenza.
Eccezionale resistenza alla spaccatura, lunga conservabilità dei frutti sulla pianta. Poco sensibile al Blotchy ripening.
Ottima presentazione commerciale anche quando le condizioni di coltivazione risultano difficili (scarsa luminosità, umidità elevata, forti escursioni termiche).


cuore di bue

descrizione:

Cuore di bue, il cui nome è abbastanza chiaro. I frutti di questa specie hanno la forma di un cuore, e il suo peso ragguardevole (da 200 a 250 gr l’uno) fanno il resto. Il grado perfetto di maturazione, non è come per quasi tutti i pomodori il rosso, ma il verde chiaro, con la punta leggermente rosata. Ha pochi semi e moltissima polpa; quest’ultima di indubbia consistenza lo rende particolarmente adatto alle insalate. Infatti tagliandolo, il cuore di bue, rimane compatto rendendolo facilmente affettabile.

melanzana tonda




TIPO:
Varieta adatta per le aree di coltivazione dove sono preferite piante più compatte





FRUTTO:
Di colore nero, di forma ovale lunga circa 16 cm. Ibrido per migliorare la consistenza dei frutti e per la capacità di mantenere la colorazione scura fino alla fine della stagione di raccolta.

melanzana violetta


descrizione:
La melanzana appartiene alla famiglia delle Solanacee. E' un vegetale tipico della stagione calda e dell'area mediterranea; la sua provenienza, quasi certamente indiana .
Cresce su piante annuali, dal fusto un po' spinoso, con foglie lobate e piccoli fiori spinosi. Le bacche che produce, piuttosto carnose, hanno buccia lucente, viola o bianca, la superficie può essere liscia o a costole.

melanzana lunga


TIPO:
Varieta adatta per le aree di coltivazione dove sono preferite piante più compatte





FRUTTO:
Di colore nero, di forma ovale lunga circa 16 cm. Ibrido per migliorare la consistenza dei frutti e per la capacità di mantenere la colorazione scura fino alla fine della stagione di raccolta.

peperoni





Descrizione: Ortaggio appartenente alla famiglia delle Solanacee. Costituito dal frutto della pianta, è caratterizzato da forma generalmente conica o lobata nel senso della lunghezza e base quadrata. I colori, a piena maturazione, vanno dal giallo al rosso con tinte intermedie (giallo-verdastro, rosso-verdastro) o anche tutto verde. Al momento dell'acquisto, il peperone deve presentare una buccia liscia, priva di macchie e tesa, polpa soda. In frigorifero possono restare per non più di 2 settimane. E' possibile surgelarlo una volta che è stato tagliato a falde. Il metodo migliore di conservazione resta comunque il sott'olio.

cetriolo


Descrizione: Cucumis sativus è il nome scientifico del cetriolo, pianta erbacea, annuale, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Costituito dal frutto della pianta, è di forma oblunga e cilindrica con buccia verde scuro cosparsa di piccole protuberanze. La polpa è verdolina, di aspetto ghiacciato e sapore fresco, ricca di semini interni di colore bianco.

Utilizzo in cucina: Si consumano quasi esclusivamente crudi, in insalata, da soli o mescolati con pomodori o altre verdure. Se ne possono fare, però, anche delle minestre, calde o fredde. Consumati crudi, i cetrioli non perdono il loro contenuto.

martedì 3 giugno 2008

zucchina



Descrizione: La zucca da zucchina è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee; originaria del Messico, in Italia è la specie più coltivata. La pianta erbacea annuale è dotata di un robusto fusto strisciante che può tranquillamente raggiungere e superare il metro di lunghezza, e presenta grosse foglie piuttosto ispide e rugose, lobate e sorrette da lunghi peduncoli. Questa pianta, come la maggior parte delle Cucurbitacee, produce fiori sia maschili che femminili in maniera separata: dai fiori femminili nascono i frutti, mentre da quelli maschili, riconoscibili perché più lunghi di quelli femminili nascono i cosiddetti fiori di zucca.

anguria


Descrizione

Il cocomero viene chiamato anche melone d'acqua (per gli inglesi watermelon) o anguria, ma il suo nome deriva dal greco.

Questo frutto è una cucurbitacea come il melone e il cetriolo, ed è una pianta a ciclo vegetativo annuale; esso si presenta con una forma sferica o oblunga e può raggiungere i 20 kg di peso. La sua parte esterna è liscia, dura e di colore verde con striature chiare, mentre la parte interna è rossa e succosa, con semi neri o bianchi.

La pianta dell'anguria esige un clima temperato-caldo, non eccessivamente umido e si adatta a terreni ricchi di sostanza organica, anche argillosi, purchè profondi.

È disponibile sul mercato da maggio a settembre.

cavolfiore


Cavolfiore - Denominazione comune di una varietà di cavoli, appartenente alla famiglia delle Crucifere. Si tratta di una pianta meno resistente dei broccoli, alta 20-50 cm, della quale si consuma solo l'infiorescenza modificata. Le foglie, alterne e ricche di nervature, formano una rosetta che avvolge l'infiorescenza, mentre il frutto è una siliqua, contenente semi rosso scuro o neri. Le varietà coltivate, che si distinguono in base all'epoca di raccolta, sono tutte sensibili alle basse temperature e richiedono un suolo ricco e ben preparato.

finocchio



In ogni stagione abbiamo un buon motivo per portare a tavola il finocchio: protegge la nostra digestione dai pesanti pasti invernali, ci dà leggerezza per affrontare al meglio la primavera, ci rinfresca nell’estate bollente e infine, in autunno, ci rinforza contro i primi malanni grazie alle sue molteplici proprietà.

carciofo


Descrizione
Pianta alta fino a 1,5 m; le foglie sono grandi, molto segmentate e di color verde-grigio; le infiorescenze sono invece azzurro-violacee, circondate da brattee (foglie modificate), alla base delle quali si trova la parte commestibile.

Dove si trova
Cresce nei Paesi mediterranei ed è coltivato nelle regioni temperate di tutto il mondo.

ficodindia


Produzioni

I frutti vengono raccolti a piu' riprese. In coltura irrigua si possono ottenere produzioni di 250-300 quintali ad ettaro. Dopo la raccolta, i frutti possono essere frigoconservati a 6 °C per 2-3 mesi. Un impianto specializzato ha una durata di circa 30-35 anni.
I frutti sono consumati freschi, ma vengono anche usati per produrre marmellate, bevande, sciroppi, farina ed oli di semi. I cladodi sono trasformati o consumati come vegetali, in Messico. Spesso il ficodindia è usato per scopi ornamentali, come mangime per bestiame, nella produzione di cosmetici e in alcuni settori industriali e farmaceutici.

FICO



Frutti
L’infruttescenza, commestibile di colore da giallo-verde a bruno-viola è costituita dal ricettacolo carnoso di 5 - 7 cm al cui interno si trovano i veri e propri frutti (acheni), impropriamente detti semi.





GELSO BIANCO


GELSO BIANCO

DESCRIZIONE:
Albero alto sino a 10-15m. Tronco eretto e robusto. Corteccia grigio-giallastra od ocracea, liscia da giovane, bruno-grigiastra e screpolata longitudinalmente con l'avanzare degli anni. Rami giovani glabri e lisci.
Foglie semplici, alterne a lamina ovato-triangolata (4-6x7-10cm), acuta, a base cuoriforme e leggermente obliqua, a margine irregolarmente dentellato, indivisa o (specialmente nei polloni) trilobata, liscia e più tenera che in Morus nigra. Picciolo scanalato (1-3crn).
Fiori monoici in amenti: i maschili cilindrici (2-4cm); i femminili subglobosi (0,5-1 cm), brevemente peduncolati. Infruttescenza (sorosio), (1-2cm) ovale o ovato-cilindrica, peduncolata, carnosa, biancastra o rosata, dolciastra anche prima della completa maturazione.

FIORITURA: Aprile-Maggio.

ECOLOGIA:
Il gelso bianco preferisce i suoli con un buono strato umifero, profondi, freschi e ben drenati, quantunque sovente le cure colturali abbiano in parte sopperito, anche su terreni diversi, alle necessarie buone qualità intrinseche del substrato.